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E il campo base sale...

Giornata dura anche oggi, visto che tutto il campo è stato smontato e poi rimontato a quota 3400, poco sotto l’ingresso di Festivalnaja. La squadra che invece era salita sulla sommità del muro per attrezzare la calata ha completato il suo obiettivo, calandosi e raggiungendo l’ingresso.
Domani Cesco, Marco ed un membro della spedizione russa saliranno anch’essi in cima al muro per traversare verso Dark Star in cerca di un “punto acqua” in previsione di un nuovo, faticosissimo, trasferimento del campo base (oltre 40 sacchi!).
Per il momento l’obiettivo Ulug Beg è rimandato.
Dal punto di vista meteo il cielo è sempre terso e le temperature sono molto elevate durante la giornata, la notte invece il termometro segna 10° con vento teso.
Notizie telefoniche ricevute tramite satellitare Isatphone Intermatica

Verso Festivalnaja

uzbekistan map

Viaggio apparentemente regolare fino a Boysun, dove Cesco, Alessio e Marco si sono uniti ad un forte gruppo di 19 russi. Apparentemente. Perché un controllo della locale polizia rivela che i nostri non avevano un regolare permesso e vengono quindi trasportati di notte fino a Termiz, sulla frontiera con l’Afganistan. Qui fortunatamente hanno ottenuto i permessi e si sono poi potuti riunire al resto della spedizione.
Ieri sono quindi tornati a Boysun e, con 5 ore di fuoristrada, hanno raggiunto Sha-Tut dove hanno potuto preparare il materiale grazie all’ospitalità di una coppia di anziani musulmani.

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Samarcanda, vent'anni dopo

samarcanda_2011_001Ancora poche ore e partiremo per Samarcanda, Boysun Tau e, forse, Ulugh Begh, sospesa nel vuoto del grande muro. Esattamente vent’anni fa un gruppo di speleologi italiani si lanciava in quell’avventura che avrebbe fatto sognare generazioni di speleologi: l’esplorazione delle grotte di alta quota dell’Asia centrale. Quel gruppetto era composto di fatto da coloro che subito dopo avrebbero dato vita all’associazione La Venta, persone amiche e motivate, unite dal sogno di poter rendere l’esplorazione geografica il principale obbiettivo del proprio vivere.
Sono passati vent’anni, tante cose sono cambiate. Le cartine geografiche sono state riscritte, i confini non sono più gli stessi, la storia ha fatto il suo corso e quella terra che prima era parte della CSI ora è l’Uzbekistan. Anche le facce sono cambiate, nuovi speleologi russi dell’Associazione Speleologica Uraliana hanno deciso di cimentarsi di nuovo con quelle difficili montagne. Tra loro, come allora, qualche italiano. Esploratori che nel 1991 avevano meno di dieci anni, bambinetti che mai avrebbero immaginato dove sarebbero potuti finire in questi anni duemila così diversi.

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Scalatori degli abissi

A Radio3Scienza l’argomento della puntata del 14 luglio è stata la speleologia.
La conduttrice Rossella Panarese ha intervistato Giovanni Badino, prendendo spunto dalla recente pubblicazione italiana del libro “La discesa – Viaggio al centro della Terra ” (titolo originale Blind-Descent – The Quest to Discover the Deepest Place on Earth“) di James M. Tabor, per riallacciarsi poi alle moderne esplorazioni speleologiche.
Ecco il file audio mp3 con l’intervista integrale. Durata 16 minuti.

Chiapas. Pensando al futuro

Nella sede della Reserva El Ocote col direttore Roberto EscalanteDopo un lungo viaggio, tra voli cancellati e trasferimenti, ieri sera siamo approdati a Tuxtla Gutiérrez. Siamo qui in due. Non per una spedizione ma per preparare il lavoro dei prossimi mesi. Riunioni e sopralluoghi. Una settimana tropicale.
La ripresa delle spedizioni in Chiapas ha riportato a galla l’immensa mole di dati accumulati in oltre vent’anni di lavoro della nostra associazione. L’ottimo rapporto coi locali ci ha permesso di trovare ed esplorare grotte nuove, alcune delle quali hanno tutti i presupposti per rivelarsi sistemi importanti. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni, e insieme alla Reserva de la Biosfera Selva El Ocote abbiamo messo a punto un progetto di documentazione, didattica e tutela ambientale. Abbiamo stimato due anni di lavoro, quattro spedizioni, corsi di speleologia e seminari per le comunità locali. Siamo partiti lo scorso novembre, e i primi risultati sono incoraggianti.

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La Venta su GEO

geo_06_11_aperturaDurante le spedizioni La Venta ci ritroviamo puntualmente in situazioni scomode. E i fotografi non se la passano tanto meglio. Al freddo e sotto la pioggia, nell’umido della foresta o in grotta, tra laghi e fango. Oltre alla pazienza del fotografo, viene messa alla prova anche la resistenza dell’attrezzatura.
La rivista Geo di questo mese ospita un articolo dedicato alle nostre esplorazioni in Chiapas. Ci sono interviste a Tullio Bernabei, Tono De Vivo, Gaetano Boldrini, Davide Domenici, Francesco Sauro, Gianni Todini. L’articolo, di 16 pagine, è illustrato con immagini scattate da Tullio Bernabei, Ciccio Lo Mastro, Giuseppe Savino, Tono De Vivo, Vittorio Crobu, Filippo Serafini, Paolo Petrignani e dal sottoscritto.

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