La rivista è in tutte le edicole, e ci auguriamo che l’articolo vi piaccia.
Il servizio si apre con una foto scattata nella Cueva Escondida, una bella risorgenza carsica al margine della selva tropicale. Da questa grotta viene fuori un abbondante torrente, che scorre in superficie per un breve tratto per poi essere nuovamente inghiottito dal calcare sforacchiato di El Ocote. L’ingresso della cavità è conosciuto da sempre dai locali, che però non hanno mai osato avventurarvisi. Nell’aprile del 2010, guidati dal proprietario del terreno, abbiamo risalito le rapide del torrente e ci siamo addentrati nella grotta. Che si è rivelata bella e ampia, con sale concrezionate e diverse diramazioni.
Una squadra si è concentrata sul rilievo topografico, l’altra sulla documentazione fotografica. Gli ambienti piuttosto ampi hanno richiesto l’utilizzo di più fonti di luce, da distribuire in diversi punti. A questa fase hanno lavorato Andrea Pasqualini, Giorgio Annichini, Manuel Perez e il proprietario del terreno in cui si apre la grotta, alla fine convintosi anche lui ad entrare insieme a noi (e ne è stato felicissimo!).
La foto scelta per l’apertura del servizio è stata scattata durante l’esplorazione, mentre eravamo evidentemente a mollo nel fiume sotterraneo. Per tentare di rendere l’effetto di movimento abbiamo utilizzato impostazioni manuali, allungando il tempo di esposizione a 1/5 di secondo. E due fonti di illuminazione flash: una frontale, diffusa e attenuata, l’altra laterale posteriore, diretta e a piena potenza. Il set è stato preparato disponendo i due flash su altrettante sacche stagne (galleggianti). Il soggetto (Andrea) trasportava in spalla una sacca con dentro il resto delle nostre preziose attrezzature. E il colore giallo ha contribuito a vivacizzare la scena.
Natalino Russo
Materiali e tecnica
Nikon D200, ob. AF 12-24, 1/5s f/5.
Luce frontale: flash SB-800 con diffusore, -2/3 EV.
Luce laterale: flash SB-600 luce diretta.
Trasporto: sacca stagna Ferrino mod. Acquastop.









