Il tempo per le esplorazioni, durante i dieci giorni di permanenza sul ghiaccio, è stato quindi ridotto ma ugualmente intenso. Il fiume principale dell’area che abbiamo esplorato (verso il 70° parallelo N a circa 1000 m di quota) ci ha portati a scoprire un grande mulino che abbiamo però disceso solo in parte per la minacciosa presenza di enormi blocchi sospesi sulle nostre teste. Infatti è bastato solo il tempo di risalire e disarmare che qualcosa si è staccato provocando un gran bel boato. Anche questa volta è andata bene!
Molto interessante e soprattutto scenografico si è rivelato il mulino fossile di questo gigante: una bella galleria di ingresso (chiamata “il corridoio Vasariano” in onore dell’ospite fiorentino) ha permesso di calmare gli animi insaziati degli esploratori e fatto la gioia dei cameraman!
Il condotto Vasariano
Durante le ricognizioni ed esplorazioni sono stati raccolti campioni all’interno delle crioconiti (sedimento ed acqua) e del ghiaccio blu che adesso si trovano a Treviso, presso il laboratorio di Chelab, per essere analizzate.
Alessio









