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Un momento della discesaLa cueva de l'Arbol de Navidad è stata raggiunta il 5 dicembre dopo 30 ore di attrezzamento e soprattutto di disgaggio dei tanti massi in bilico sulla parete. La qualità della roccia non rispettava esattamente le descrizioni di chi l'aveva discesa 20 anni prima. La parete si presentava inoltre ricca di vegetazione fra cui piante grasse simili ad agavi, cactus e altre specie come la Comocladia Guatemalensis detta Cincos Negritos, una delle più velenose piante del mondo, che ha provocato ustioni con forte prurito a tutti quelli che lavoravano in parete ed agli operatori video posti sulla parete opposta del canyon. Al ritorno non abbiamo potuto far altro che utilizzare pasticche e creme al cortisone. Il 5 dicembre stesso siamo riusciti a raggiungere anche il fiume e quindi abbandonare la parete e la grotta dell'Arbol in cui pensavamo di bivaccare ma che in realtà aveva dimensioni troppo ridotte per ospitare delle amache o un bivacco di fortuna di qualsiasi genere.

La partenza della via di discesaL'indomani sono iniziati i lavori di allargamento della soglia della grotta nonché lo sradicamento delle radici che l'hanno invasa in questi ultimi anni. In definitiva si è provveduto con attrezzature da disgaggio (fornite da SAE e DEWalt) a rendere più agevole la fuoriuscita dell'acqua sperando che col tempo la grotta possa riacquistare il suo regime idrico che ha reso così spettacolare le sue formazioni di travertino a forma di fronde di abete. Vi sono comunque molteplici fattori che vanno ad influire su tale regime idrico fra cui i cambiamenti climatici con la riduzione delle precipitazioni annue e la nascita di nuovi villaggi nell'entroterra che utilizzano le acque e praticano la deforestazione. L'ingresso nella cuevaLa seconda via per raggiungere la grotta, quella che sembrava una comoda terrazza, era invece una cengia di dimensioni ridottissime e difficilmente attrezzabile per la scarsa tenuta della roccia. Resta comunque una via da completare per permettere di tenere pulita la soglia della grotta nei prossimi anni senza dover ridiscendere dall'alto. Un lavoro che ci aspetta a breve. Speriamo comunque che questo nostro sforzo abbia a breve un effetto positivo su questo importante simbolo per il Canyon del Sumidero e per l'industria del turismo del Chapas. L'ultimo tratto a ridosso dell'ArbolAdesso che il prurito ci è passato e le ustioni quasi rimarginate ci godiamo il nostro meritato riposo e vi auguriamo buone feste da sotto l'Arbol de Navidad. Alessio Romeo

Hanno partecipato: Alessio Romeo, Alicia Davila, Angel Marroquin, Armando Encina Burguete, Balan Posada Cartagena, Carla Corongiu, Carlos Herrera Tapia, Carlos Macotela Martinez, David Gomez Trinidad, Enzo Procopio, Gaetano Boldrini, Gilbert Salinas Pérez, Kaleb Zarate, Leonardo Colavita, Luca Imperio, Luis Adrian Zenteno Estrada, Luis Davila, Mauricio Nafate Lopez, Omar Nafate Lopez, Oscar Sánchez Morales, Sofia Landaverde Ramos, Stefano Calabrò, Tono De Vivo, Tullio Bernabei, Vittorio Crobu. Ringraziamo chi ci ha aiutato: Amphibious, Chelab, De Walt, Dolomite, Ferrino, Filoni, Hennessy Hammock, Intermatica, Lyo, Montura, Raumer, SAE, Scurion, Tecnosoluzioni.

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