Le radici del mare
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- Categoría: Blog
- Creado: Sábado, 12 Marzo 2011 23:00
- Publicado: Sábado, 12 Marzo 2011 23:00
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La canoa avanza sull’acqua liscia della God’s Highway. Siamo stanchi, immersi in uno strano silenzio misto a riverenza. Ancora poche centinaia di metri e questo fiume, il Subterranean River, ci lascerà scivolare verso il mare. Superata una curva, al fruscio delle pagaie sull’acqua, si aggiunge un lamento lontano, un rumore che si fa sempre più forte e avvolgente. Si riconosce la voce del mare, l’infrangersi delle onde, il suo urlare inconfondibile. Smettiamo di pagaiare, la canoa viene trasportata dalla corrente, un insieme di fiume e marea uscente. Poi finalmente all’improvviso la volta della galleria lascia spazio alle fronde degli alberi e a un cielo stellato mozzafiato. La prua della barca si arena nella sabbia e approda nel piccolo porticciolo a poche decine di metri dalla foce. Scendiamo e, dopo ancora un attimo di esitazione, ci buttiamo in mare, scontrandoci con la schiuma delle onde, come quell’acqua che fin qui abbiamo voluto seguire, nel suo percorso sotterraneo attraverso l’imponente monte Saint Paul.


Omar direbbe che c’è un’aria che ti mescola le idee. In pratica, invece, questo vento mescola solo i nostri piani, perciò in primo luogo si rimanda il giro lungo costa a caccia di ingressi perché le onde sono troppo alte e con questo mare non è possibile avvicinarsi.
Mail, sms, telefonate si sono rincorse in queste ore.
Il gruppo di Sabang, dal canto suo, ha pubblicato stamane un pezzo sul blog, quindi per il momento è tutto ok, anche perché l’unica località per cui è stata prevista l‘evacuazione preventiva dei civili è la provincia di Quezon, molto più a nord (mappa). Le prime onde (non particolarmente alte) erano comunque attese per le 10,00 di stamattina ora italiana, cioé le 17,00 di Manila, ma pare che a Sabang non se ne sia vista nemmeno l’ombra…






