Da ieri, martedi 2, siamo nel canyon, in un gran bel posto panoranico: utilizziamo le strutture del Parco Turistico Amiku, chiuso al pubblico da un paio d'anni. Siamo attendati in un anfiteatro affacciato su un ampio slargo del fiume, immersi nella vegetazione. Le luci dell'alba e del tramonto, straordinarie, accendono il verde di valli e pareti verticali. Non c'è energia elettrica ma abbiamo l'acqua di un bel ruscello, due barche a disposizione e molto da fare.
Siamo circa 25 persone, cui ogni giorno si aggiungono una decina di locali che ci aiutano in vari modi... da oggi abbiamo anche tre poliziotti in divisa che si occupano della nostra sicurezza (!).
Stamane è partito il gruppo che deve occuparsi della calata su corda dall'alto: poco meno di 700 m di parete. Sono una decina e accampano a pochi metri dal bordo del baratro. Quattro di loro hanno cominciato già verso l'una a piazzare chiodi e corde, e nel pomeriggio erano a - 150 circa.
Un altro gruppo ha tentato con successo di raggiungere una terrazza, o meglio una possibile linea di camminamento orizzonate che taglia la parete ovest per una lunghezza di circa 500 m, fino ad un punto situato una cinquantina di metri sopra la cascata (e la grotta che dobbiamo raggiungere).
Può essere un nuovo punto di accesso meno impegnativo, e soprattutto una bella esplorazione. Riuscire a spostarsi lungo le pareti in orizzontale seguendo linee e terrazze naturali è sempre stato un gioco a noi congeniale, fin dai tenpi di Samarcanda 89, e poi moltissimo nel canyon del Rio la Venta. Sono arrivati ad un punto dove ancora non si vede la cengia, bisogna girare un ultimo angolo ma per farlo servono chiodi e corda.
Un terzo gruppo, sistemato sulla grande piattaforma che ci hanno prestato, ancorata davanti all'Arbol, ha completato il lavoro: portare una videocamera in alto, sulla parete opposta, rispondere alle domande di gironalisti e tv che ci hanno fatto visita, far volare un drone per catturare immagini originali, persino vendere magliette ai turisti di passaggio in barca, al fine di otterenre qualche risorsa in più, che per ora ne abbiamo ben poche e andiamo avanti come al solito con soldi e sacrifici personali. Ma è molto, molto bello cosi.
Dopo tante difficoltà iniziali, ed essere arrivati quasi al punto di cancellare tutto per mancanza di permessi e appoggi, ora siamo qui e tutti i pezzi di un rompicapo quasi impossibile si stanno piazzando nel posto giusto. È una grande soddisfazione, assieme alla sensazione di fare qualcosa di importante. Domani nel tardo pomeriggio speriamo di raggiungere la grotta, poi inizierà un'altra storia...









