La settimana nella zona di Bochil è stata un'esperienza diversa da quanto ci aspettavamo.
Intanto chi c'era: Gianni, Paolo, Cecilio, Argelia, Israel, Alberto, Lucas con la moglie Juana e i bimbi Giovanni e Vicente, il sottoscritto e volenterosi ragazzi/guide/apprendisti speleologi della colonia Luis Espinoza, dove abbiamo fatto base.
La zona (grandi montagne calcaree a nord della capitale Tuxtla) era nota per il grande potenziale speleologico ma anche per l'avversione degli abitanti alle ricerche speleologiche, messicane o straniere che fossero. Invece, grazie ai contatti con i parenti del socio Lucas Ruiz, che è originario di quelle terre, e al paziente lavoro di relazione e presentazione dei nostri scopi svolto da Gianni Todini, le porte si sono aperte. Ci e' stata data fiducia, e abbiamo cercato di ripagarla coinvolgendo più persone possibile nelle esplorazioni e nella ricerca di cavità. Non solo la gente non s’è dimostrata ostile, ma ci ha ospitato in casa (il saggio Don Agustin) e ci ha portato a vedere tutti i buchi possibili.
Il rovescio della medaglia è stato che, almeno nella zona delle colonie Luis Espinoza e Chevarria, le grotte chiudono in breve a causa di cambi litologici e solo una risorgenza ci ha regalato circa 400 metri di sviluppo, con qualche possibilità in arrampicata.
Grazie all'arrivo di Renato, amico di Paolo e tecnico presso l'Università della Tuscia, abbiamo dedicato un po' di tempo a gettare le basi per un progetto di fitodepurazione delle acque nere e grigie che la comunità di Luis Espinoza riversa direttamente in un inghiottitoio. Gianni tornerà in novembre per mandarlo avanti. Pensiamo che il nostro contributo qui debba andare oltre la semplice esplorazione e proviamo a farlo.
E le grotte? Alla fine, come spesso accade, abbiamo visto due grandi sorgenti carsiche che promettono molto, ma trattandosi di zone diverse va di nuovo fatto il lavoro di presentazione con la gente per avere la loro fiducia. Il duo Gianni-Lucas entrerà presto in azione.
Ora, come avete letto nel precedente post, il gruppo si e' spostato nella Reserva El Ocote, zona Veinte Casas. Io mi sono staccato e vi scrivo da Tuxtla, mentre sono arrivati dall'Italia Ciccio, Umberto, le due Laura, Daniel e Pietro. Domani dovrebbe unirsi anche Chiara.
Stanno affrontando la parte orientale della Selva, dove già aveva operato una spedizione bolognese-fiorentina (c'era pure il buon Adiodati) alla fine degli anni '80. Ora però il gruppo ci arriva forte dell'esperienza accumulata negli ultimi 10 anni di frequentazione della Selva El Ocote, gli obiettivi non mancano (comprese esplorazioni speleo subacquee da parte di Cecilio) e staremo a vedere.
A presto per notizie e foto dalla selva.
Tullio
Ricordiamo che questa spedizione è resa possibile grazie alla sponsorizzazione dei nostri amici di: Intermatica (telefonia satellitare), Ferrino (materiali outdoor), Dolomite (calzature trekking e montagna), Scurion (lampade led), Amphibious (sacche stagne), e un contributo in materiale da Mountain House (cibi liofilizzati per escursionismo e ambienti estremi) e TTM Mobile (telefonia - linea outlimits).

