Santuari e fiumi sotterranei
Santuari sotterranei
Molte grotte di Myanmar sono luoghi sacri. Probabilmente lo sono da sempre, ma da quando la religione buddista si è diffusa nel sudest asiatico, le grotte della Birmania sono diventate luoghi di rifugio, per monaci ed eremiti, e luoghi di culto per tutta la popolazione. Tracce di frequentazione a scopi religiosi si trovano in quasi tutte le grotte più accessibili. Alcune, tra cui quella notissima di Pindaya, ed altre meno note, come quella di Myin-Ma-Hti presso la cittadina di Kalaw, sono state adattate dall’uomo per questo scopo, con tanto di pavimenti in ceramica ed illuminazione, e sono stracolme di stupa e statue votive che rappresentano il Buddha. La grotta di Pindaya, in particolare, è uno dei luoghi sacri più importanti per la religione buddista di tutta l’Asia e riceve diverse centinaia di migliaia di visitatori l’anno.
L’impatto di questa frequentazione sulle grotte, da un punto di vista ambientale è notevole, ma la ricchezza e l’importanza socio-culturale di questi luoghi, frequentati da millenni, è enorme ed essi meritano la massima attenzione ai fini della loro conservazione.
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Fiumi sotterranei
Come spesso succede nei carsi tropicali, molte grotte rappresentano il percorso sotterraneo di fiumi che durante il loro percorso incontrano delle dorsali calcaree, e al fondo di valli grandi valli cieche si aprono maestosi portali in cui i fiumi s’inabissano per riemergere altrove. Nella zona a sud di Kalaw, si trovano molte grotte di questo tipo, che abbiamo avuto modo di esplorare solo parzialmente durante la spedizione del 2005.
Una di questa è costituita da un grande traforo che collega due vallate adiacenti e in cui evidenti tracce di passaggio testimoniano che è stato utilizzato come via di comunicazione già in passato. Un’altra grotta, ricca di fauna acquatica, tra cui grossi gamberi e pesci ciechi, è stata esplorata per un chilometro.
L’inghiottitoio più grande che abbiamo trovato si trova a tre ore di marcia da Pinh-ton, uno sperduto villaggio sulle montagne, 80 km a sud di Kalaw. Il fiume precipita con una cascata alta 50 m, che non è stato possibile aggirare a causa della troppa acqua, in un ampio canyon che si vede proseguire nel buio. L’acqua riemerge alle sorgenti di Namun, a circa 7 km di distanza. Un luogo bellissimo, che si raggiunge con tre ore di navigazione risalendo un fiume nella foresta. Qui, al piede di un’alta rupe calcarea, una piccola grotta si affaccia su un grande lago sotterraneo in cui si sente cadere una cascata. Quello che c’è tra inghiottitoio e risorgenti è ancora sconosciuto, ma si tratta sicuramente di un vasto sistema sotterraneo di gallerie percorse dall’acqua e ancora tutte da esplorare.





