Tra qualche giorno partirà un piccolo gruppo di due persone (Francesco Lo Mastro ed Umberto Del Vecchio) per una breve ricognizione alle Galapagos in prospettiva di una spedizione di ricerca.

Le Galapagos fanno parte di un arcipelago di isole vulcaniche emerse a circa 1.000 chilometri dalla coste orientali dell’Ecuador, scoperte nel 1535. Fra il 1700 e il 1800 fu tentato in più modi di colonizzare le isole, ma fu Charles Darwin a renderle famose grazie all’opera “The Origin of the Species” a seguito di un accurato studio e documentazione circa la specializzazione della fauna nelle diverse isole.

A differenza di quanto sia già ben conosciuto dell’ambiente naturale dell’arcipelago, ben poco invece si conosce riguardo alle cavità vulcaniche dell’area. Alle limitate ricerche speleologiche, un contributo è stato dato solo dai francesi nel 1982, e a seguito di due spedizioni organizzate dal “Museo de Ciencias Naturales de Tenerife. Negli anni più recenti, dal 2006, un gruppo di lavoro capeggiato dallo speleologo americano Aaron Addison ha ripreso le esplorazioni delle cavità vulcaniche all’interno del National Park, con particolare attenzione all’isola Santa Cruz e all’area meridionale dell’Isola Isabela. I risultati di queste ricognizioni sono stati estremamente rilevanti per la comprensione delle potenzialità esplorative di questi vulcani. Sono stati topografati tubi lavici per uno sviluppo di molti chilometri ed è stata esplorata l'impressionante camera magmatica superficiale del “Triple volcano” (un'enorme ambiente profondo più di 100 m). Comunque queste esplorazioni hanno interessato aree molto limitate.

Grazie alle analisi delle immagini satellitari sono state localizzate una serie di enormi collassi, probabilmente collegati a sistemi rilevanti di tubi lavici, lungo il fianco del Vulcano Wolf, uno dei più selvaggi e remoti vulcani esistenti sull’Isola Isabela. Inoltre una serie di collassi calderici caratterizzati da pareti strapiombanti è stata individuata sui fianchi del Vulcano Ecuador, a nord del Vulcano Wolf. Questi collassi hanno dimensioni rilevanti, ampi da decine a diverse centinaia di metri. Uno studio preliminare, ottenuto mediante le tecniche di misurazione delle ombre, ha indotto a valutare per tali collassi profondità di oltre 100 m. Le formazioni vulcaniche ipogee presenti sull’Isola Isabela presentano spettacolari analogie rispetto alle formazioni recentemente individuate su Marte: i Monti Arsia e Olympus. L'esplorazione di quelle grotte, si può quindi affermare, potrebbe far luce sui processi di formazione di queste enormi cavità vulcaniche, nonché permettere lo studio per la prima volta degli aspetti biologici e microbiologici di questi ambienti così estremi.

Ad alcuni punti sarà possibile accedere dalla costa, mentre altri sono assolutamente impossibili da raggiungere senza l'appoggio logistico di elicotteri, necessari tra l'altro per stabilire campi autosufficienti, in grado di essere risolutivi dal punto di vista logistico, vista anche la forte mancanza di acqua all'interno dell'isola.

Gli obiettivi saranno principalmente esplorativi e scientifici (geologici, mineralogici, micro e macrobiologici, paleontologici). Ma per svolgere tali ricerche è essenziale garantire che i luoghi dove tali studi saranno condotti siano in perfette condizioni ambientali e per nulla contaminati dalle attività umane. Per questo motivo, il miglior posto alle Galapagos per condurre studi scientifici delle grotte laviche è all'estremità nord dell’Isola Isabela, a circa 100 chilometri dal più vicino insediamento umano. Non v'è dubbio, infatti, che la mancanza di strade sterrate, sentieri e percorsi, in aggiunta alla mancanza di punti di sbarco sono le migliori garanzie per l'esistenza di un ambiente ipogeo incontaminato.

Permessi speciali sono necessari per eseguire qualsiasi tipo di ricerca scientifica e di esplorazione geografica ovunque nel Parco Nazionale delle Galapagos. La spedizione seguirà le linee guida di tutela ambientale del Parco con alcune precauzioni supplementari per quanto riguarda la tutela del particolare ambiente delle grotte. L'associazione La Venta ha una vasta esperienza in ordine al corretto comportamento da tenere nel fragile e incontaminato ambiente sotterraneo, come già accaduto, per esempio, nella Grotta dei Cristalli giganti di Naica, in Messico o nelle antiche grotte quarzitiche nei tepui venezuelani.

Sponsor: Amphibious, Chelab, De Walt, Dolomite, Fedra srl di Tiziano Conte, Ferrino, Hennessy Hammock, Intermatica, Raumer, SAE, Scurion, Tiberino.

contentmap_plugin

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Cookie policy