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Finalmente in cima
Lunedì 06 Luglio 2015 10:07

Le cascate dall'AracàFinalmente sono arrivati in cima all'Aracà.

Avevamo lasciato i nostri amici su un barcone. Lasciato quello, quando il fondo del fiume è diventato troppo basso, hanno proseguito con 7 ore di lance a motore tagliando tronchi e rami con le motoseghe.

Questo il link per seguire il loro GPS.

 
Avvicinandosi all'Aracà
Venerdì 03 Luglio 2015 10:52

In lanciaDopo 13 ore di navigazione con la barca veloce da Manaus a Barcelos (quasi 450 chilometri) i nostri amici sono immediatamente partiti con una barca più piccola e, dopo altri 50 chilometri sul Rio Negro, sono finalmente giunti sul Rio Aracà. Il viaggio fin qui è stato tranquillo grazie anche ai fiumi in piena, ma mai impetuosi, che garantiscono una facile navigazione in questo periodo.
Da dove sono ora, finalmente, sul piano sterminato dell'Amazonas, vedono il loro obiettivo: il Tepui Aracà.

 
Aracà 2015
Mercoledì 01 Luglio 2015 10:23

araca15_0429 Giugno - 17 Luglio

Il progetto Tepui dell’Associazione La Venta continua e si spinge oltre i confini del Venezuela dove negli ultimi anni sono state esplorate molte grotte nelle quarziti fra cui il gioiello chiamato Imawari, la più lunga grotta del Venezuela e, nelle arenarie quarzitiche, del mondo.

Le tipiche montagne quarzitiche dalla sommità tabulare che si innalzano dalle pianure con vertiginose pareti non si trovano soltanto nella Gran Sabana venezuelana ma anche nella foresta Amazzonica brasiliana ed anche in Colombia.

 
Sull’Auyan tepui con la BBC
Lunedì 08 Giugno 2015 08:50

Il versante meridionale dell'Auyan Tepui visto dall'elicotteroIl Progetto Tepui è tra i principali della nostra associazione. Nelle montagne quarzitiche della Gran Sabana, a cavallo tra Venezuela e Brasile, si aprono migliaia di grotte. Vent’anni di spedizioni ci hanno insegnato a vedere la loro immensità. I tepui, isole tra le nuvole, sono mondi a sé. Al loro interno custodiscono un’altra dimensione, un pianeta sotterraneo inesplorato fatto di colossali fessure, gallerie, cascate, cristalli e minerali formatisi in milioni di anni. L’esplorazione di questi luoghi non ha solo un valore speleologico: lo studio di grotte ed ecosistemi così antichi può fornire informazioni preziose sulla storia geologica e climatica del pianeta.

Nel 2012 la scoperta della cueva Imawarí Yeuta sull’Auyan ha rilanciato la nostra attività sui tepui e portato il socio Francesco Sauro a vincere nel 2014 il prestigioso Rolex Award for Enterprise. Il premio ha consentito di estendere il progetto anche ad altri massicci, tra cui l’Aracá nell’Amazzonia brasiliana che abbiamo sorvolato nell’ottobre 2014 (e dove a fine giugno andremo con un’altra spedizione), il Marahuaka e il Sarisariñama oggetto di una prospezione dello scorso marzo.

 
Giovanni Badino su Radio Rai 3 nella trasmissione DANTE 750
Martedì 26 Maggio 2015 08:22

dante750
Giovanni Badino intervistato dalla bravissima Susanna Tartaro nel corso della trasmissione di Radio Rai 3 DANTE 750.




 
Improbabili fix
Mercoledì 29 Aprile 2015 07:02

chp2015a_13La spedizione in Chiapas è agli sgoccioli ma per non farci mancare nulla negli ultimi 4 giorni abbiamo piantato molti improbabili fix.

Siamo andati a continuare il traverso che un giorno diventerà la via principale per dare mantenimento alla grotta sulla cima dell'Arbol de Navidad. Ora siamo al centinaio di metri traversati. Della cengia nemmeno l'ombra e la roccia continua ad essere davvero poco stabile. Di conseguenza i fix usati per traversare sono davvero "improbabili" ma ci si abitua a tutto da queste parti. E a 250 metri dall'acqua, dalle barche cariche di turisti e dalle fauci dei voraci coccodrilli! Meraviglie delle spedizioni...

 
Vecchi spit
Sabato 25 Aprile 2015 05:47

chp2015a_12Fuggiti alle maledizioni dello stregone ne abbiamo approfittato per andare a fare un giro veloce alla sima de las cotorras. Un sotano (grande pozzo in zone tropicali) profondo circa 100 metri dove inspiegabili pitture rupestri su cenge esposte fanno compagnia ai veri padroni di questo posto: le cotorras (pappagalli). Un canto assordante che rimbomba tra le pareti. Ma un’altra presenza ad un certo punto ha attirato la nostra attenzione. Un vecchio spit. Un ricordo di quando nel 1983 quelli che sarebbero poi diventati fondatori di La Venta discesero questo abisso. Un bel ritorno.

 
La maledizione di Cerro Brujo
Martedì 21 Aprile 2015 07:37

chp2015a_07Il previsto campo nei terreni della colonia del Palmarito, municipalità di Chiapa de Corzo, è saltato.

Dovevamo capire tutto subito… Il campo previsto vicino alla strada non era più possibile cosa che ci ha costretto a rivedere tutto il materiale al volo in piena notte. La via del ritorno che doveva essere tutta in discesa alla fine non era transitabile per i cavalli per cui si prospettavano varie ore di cammino in salita. I cavalli dovevano essere quattro per permetterci di viaggiare almeno scarichi ed invece… Erano solo tre muli con conseguente trasporto a spalla di buona parte degli zaini. Insomma una sfiga dietro l’altra ma noi non abbiamo colto il segnale.
Arrivati dopo chilometri di marcia sotto il sole cocente sul posto, in un bosco incantato, un proprietario del   terreno sul quale dovevamo passare non ci ha concesso il permesso, costringendoci a rientrare il giorno dopo con un altrettanto estenuante marcia.

 
Due giorni a San Joaquin
Giovedì 16 Aprile 2015 03:24

chp2015a_01Chiapas, Municipalità di Berriozabal, da 4 giorni siamo in Messico con una nuova spedizione. E subito dopo un paio di giorni spesi ad ambientarci e preparare materiali eccoci ad esplorare la prima grotta.
Grazie alla segnalazione di Adrian, nella riserva naturale della Pera, dove lo scorso anno abbiamo già esplorato varie grotte, ci ritroviamo sul bordo di un grande pozzo. Dopo un breve giro troviamo un paio di accessi più semplici a pochi metri.
Due pozzetti paralleli di 7 metri. Da lì un breve meandro con passaggi in arrampicata ci riporta al gran pozzo una ventina di metri più in basso su una finestra laterale. Un veloce armo e l’eccitazione di scendere giù. Circa trenta metri più in basso lo spettacolo, alzando gli occhi, è notevole. Il pozzo è illuminato a giorno da due ingressi che visti da qui sembrano due occhi ammiccanti. Ci augureranno buona fortuna? Intanto da ora danno il nome alla grotta. Los ojos (gli occhi) de San Joaquin (dal nome della località)
Ancora vari passaggi in arrampicata non banali e un pozzo cieco. Purtroppo i giochi per oggi finiscono qui.
Ma speriamo siano solo l’antipasto per questa spedizione!

 
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