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Giovanni Badino su Radio Rai 3 nella trasmissione DANTE 750
Martedì 26 Maggio 2015 08:22

dante750
Giovanni Badino intervistato dalla bravissima Susanna Tartaro nel corso della trasmissione di Radio Rai 3 DANTE 750.




 
Improbabili fix
Mercoledì 29 Aprile 2015 07:02

chp2015a_13La spedizione in Chiapas è agli sgoccioli ma per non farci mancare nulla negli ultimi 4 giorni abbiamo piantato molti improbabili fix.

Siamo andati a continuare il traverso che un giorno diventerà la via principale per dare mantenimento alla grotta sulla cima dell'Arbol de Navidad. Ora siamo al centinaio di metri traversati. Della cengia nemmeno l'ombra e la roccia continua ad essere davvero poco stabile. Di conseguenza i fix usati per traversare sono davvero "improbabili" ma ci si abitua a tutto da queste parti. E a 250 metri dall'acqua, dalle barche cariche di turisti e dalle fauci dei voraci coccodrilli! Meraviglie delle spedizioni...

 
Vecchi spit
Sabato 25 Aprile 2015 05:47

chp2015a_12Fuggiti alle maledizioni dello stregone ne abbiamo approfittato per andare a fare un giro veloce alla sima de las cotorras. Un sotano (grande pozzo in zone tropicali) profondo circa 100 metri dove inspiegabili pitture rupestri su cenge esposte fanno compagnia ai veri padroni di questo posto: le cotorras (pappagalli). Un canto assordante che rimbomba tra le pareti. Ma un’altra presenza ad un certo punto ha attirato la nostra attenzione. Un vecchio spit. Un ricordo di quando nel 1983 quelli che sarebbero poi diventati fondatori di La Venta discesero questo abisso. Un bel ritorno.

 
La maledizione di Cerro Brujo
Martedì 21 Aprile 2015 07:37

chp2015a_07Il previsto campo nei terreni della colonia del Palmarito, municipalità di Chiapa de Corzo, è saltato.

Dovevamo capire tutto subito… Il campo previsto vicino alla strada non era più possibile cosa che ci ha costretto a rivedere tutto il materiale al volo in piena notte. La via del ritorno che doveva essere tutta in discesa alla fine non era transitabile per i cavalli per cui si prospettavano varie ore di cammino in salita. I cavalli dovevano essere quattro per permetterci di viaggiare almeno scarichi ed invece… Erano solo tre muli con conseguente trasporto a spalla di buona parte degli zaini. Insomma una sfiga dietro l’altra ma noi non abbiamo colto il segnale.
Arrivati dopo chilometri di marcia sotto il sole cocente sul posto, in un bosco incantato, un proprietario del   terreno sul quale dovevamo passare non ci ha concesso il permesso, costringendoci a rientrare il giorno dopo con un altrettanto estenuante marcia.

 
Due giorni a San Joaquin
Giovedì 16 Aprile 2015 03:24

chp2015a_01Chiapas, Municipalità di Berriozabal, da 4 giorni siamo in Messico con una nuova spedizione. E subito dopo un paio di giorni spesi ad ambientarci e preparare materiali eccoci ad esplorare la prima grotta.
Grazie alla segnalazione di Adrian, nella riserva naturale della Pera, dove lo scorso anno abbiamo già esplorato varie grotte, ci ritroviamo sul bordo di un grande pozzo. Dopo un breve giro troviamo un paio di accessi più semplici a pochi metri.
Due pozzetti paralleli di 7 metri. Da lì un breve meandro con passaggi in arrampicata ci riporta al gran pozzo una ventina di metri più in basso su una finestra laterale. Un veloce armo e l’eccitazione di scendere giù. Circa trenta metri più in basso lo spettacolo, alzando gli occhi, è notevole. Il pozzo è illuminato a giorno da due ingressi che visti da qui sembrano due occhi ammiccanti. Ci augureranno buona fortuna? Intanto da ora danno il nome alla grotta. Los ojos (gli occhi) de San Joaquin (dal nome della località)
Ancora vari passaggi in arrampicata non banali e un pozzo cieco. Purtroppo i giochi per oggi finiscono qui.
Ma speriamo siano solo l’antipasto per questa spedizione!

 
Il video del salvataggio dell'Arbol de Navidad!!
Giovedì 09 Aprile 2015 00:00

Dim lights




 
Volando su mondi preistorici
Lunedì 23 Marzo 2015 11:55

Profonde griete2600 km di voli tra il bacino del Caronì e dell'Alto Orinoco, 25 ore tra le nuvole, avvistando montagne come isole nel mare di foresta. 18 decolli e atterraggi su piste di terra e prati in fiore. 2978 fotografie di vallate, pareti, cascate, griete ed enormi ingressi di grotte inesplorate.
Questi sono solo alcuni dei numeri che hanno caratterizzato la prospezione "Amazonas Tepui" conclusasi in questi giorni in Venezuela. Un viaggio che ci ha chiarito le potenzialità di massicci che fino ad oggi avevamo solo sognato, e che adesso invece sono diventati un paesaggio reale, sempre oltre le aspettative del sogno.
Abbiamo cominciato questo percorso decollando da Puerto Ayacucho, ultima città ai confini dell'Alto Orinoco. Volando sopra montagne di granito e foreste sconfinate siamo atterrati nella valle di la Culebra, un luogo paradisiaco circondato dai più grandi massicci quarzitici dell'Amazonas: il Duida a sud (2358 m di altezza, 1089 km2 di altopiano), Marahuaca a est (2832 m di altezza, 131 km2 di superficie sommitale) e il più piccolo ma elegantissimo Huachamacari a nord (1900 m di altezza, 8 km2 di superficie sommitale).

 
Le attività e le conoscenze di La Venta su Le Scienze e Plein Air
Lunedì 09 Febbraio 2015 09:47

lescienzepleinairMomento di uscite editoriali su periodici di largo respiro per La Venta.

Su Le Scienze in edicola (edizione italiana della prestigiosa Scientific American) una bellissima intervista per la firma di Claudia Di Giorgio a Francesco Sauro incentrata principalmente sulle attività di ricerca legate alle esplorazioni nei Tepui e più in generale nelle rocce quarzitiche. Ancora tante sono le scoperte che ci aspettano in questi ambienti isolati dal resto del mondo da decine di milioni di anni.

Sul prossimo numero di Plein Air di Marzo, invece, ci sarà un resoconto delle attività all'Arbol de Navidad in Chiapas (Messico). Ha destato molto interesse il fatto che ci siamo presi il compito di proteggere e salvare questo monumento naturale. In questo caso c'è anche una anticipazione sul sito web: http://goo.gl/woSjch

 
La calata all'Arbol
Giovedì 15 Gennaio 2015 13:43

Scendendo sugli attacchi RaumerIl 3 dicembre, nel primo pomeriggio, dopo aver raggiunto la zona del campo alto (circa 3 ore di marcia) abbiamo iniziato la calata verso l'Arbol de Navidad ed il fiume Grijalva. Ci sono volute circa 4 ore per superare un dislivello di soli 90 m a causa del lavoro di messa in sicurezza della parete.

Il giorno 4 siamo scesi di altri 150 m. Circa 8 ore di lavoro a causa di lunghi tratti appoggiati ricchi di vegetazione spinosa e urticante e delle enormi pietre da disgaggiare per la nostra incolumità.

 
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