Sette Giorni a Los Bordos, ovvero : giungla, guano e spaghetti alla messicana!
Sabato 04 Maggio 2013 06:51

Los Bordos (Foto V. Crobu)Spediti carichi come asini in un posto da favola, con l'intenzione di esplorare un Sistemone da Totocalcio,scopriremo che l'intento primario del capospedizione TirannoSauro era di sterminarci mediante sicure scariche diarroiche, nausee e potenti mal di stomaco!
Il colpo finale ce lo darà la sicura istoplasmosi, venefica fungaia coltivata nei nostri polmoni strapieni di cacca di pipistrello (il guano).
Sette giorni fuori dal tempo e dal mondo, in un posto bellissimo che nulla ha da invidiare alla turistica Agua Azul, un incanto di cascate, pozze d'acqua concrezionate col travertino in una macchia verde sotto una sierra sterminata ed arsa.
Dopo esserci malamente persi a zonzo per mezza giornata, scendiamo sul Rio La Venta,eterno compagno di scorribande sotterranee e lo salutiamo per inerpicarci a monte de "La Conchuda", cascata imponente e rigenerante.

 
Primi rientri dal Chiapas
Martedì 30 Aprile 2013 01:42

La cascata a valle della grotta di Los Bordos (Foto F. Sauro)Oggi i primi ritorni in italia. Sandro e Simona sono partiti dopo averci aiutati a fotografare grotte mai immortalate.
Il lavoro nella zona del ranchito è quasi finito. Domani l'ultima grotta da rilevare. Ovviamente e come sempre tante le nuove segnalazioni che dovremo lasciare per la prossima spedizone. Ma ci siamo abituati oramai. Il gruppo che ha lavorato in questa area da domani si sposta alla colonia Hierbasanta dove una veloce prospezione ha trovato vari ingressi promettenti.
Gli speleosub hanno terminato il loro lavoro e non possono ora fare più immersioni dovendo volare tra qualche giorno. Il sifone della Cueva del Naranjo continua a scendere giù e non ne vuole sapere di cominciare a risalire. Meglio così. Ieri, sempre a Hierbasanta, si sono immersi nella Cueva Lagartja terminando la sagola a disposizione in gallerie grandi e poco profonde. Anche qui bisognerà tornare.

 
Resoconto della traversata
Venerdì 26 Aprile 2013 16:39

La cascata del salone del caos (Foto S. Sedran)Il 20 aprile è iniziata la traversata della Cueva del Rio La Venta, un percorso sotterraneo di 7,5 km con un dislivello di 453m. Il gruppo era composto da 9 persone: la guida Manuel Perez Perez, Hugo, Fabiola, Vittorio Crobu, Salvatore Cabras, Carla Corongiu, Andrea Pasqualini, Simona Tuzzato e Sandro Sedran.

Gli obbiettivi della traversata erano il controllo dello stato degli armi, la sostituzione di alcune corde, la risalita di una colata nel Salone del Caos e la fotografia di alcune zone poco documentate.

Il primo giorno, dopo circa 7 ore, sono arrivati al primo campo presso el hongo.

 
Buenos dias
Giovedì 25 Aprile 2013 18:19

Nuove grotte in zona CuevaIn Messico “buenos dias” vuol dire buon giorno. Per noi, oggi, vuol dire, buoni giorni di esplorazioni.

È un po’ che non diamo notizie e come si può immaginare è solo perché siamo stati troppo impegnati ed in zone non coperte da segnale. Vediamo di fare un riassunto.

Ci si è divisi in due gruppi. Uno si è diretto all’Aguacero, una grotta in parte turistica. Mancavano il rilievo completo e le analisi delle acque. Ora ci sono. Grazie all’aiuto della Protezione Civile le acque campionate in vari punti della grotta sono state portate al più vicino laboratorio di analisi e presto sapremo i risultati. Al fondo della grotta (una risorgenza) è stata anche tentata un’immersione. Purtroppo la visibilità pressoché nulla ha fermato gi speleosub a soli 60 metri dall’accesso del sifone.

 
C'è chi parte e c'è chi arriva
Venerdì 19 Aprile 2013 05:22

Sotano de las huellasEccoci qui. Siamo di nuovo nel caos cittadino di Cintalapa.
Non c'è voluto molto per essere catapultati nella cosiddetta civiltà: sveglia al campo di Tierra Colorada alle 6.30, impacchettamento delle tende e delle attrezzature, dei viveri no perché abbiamo mangiato praticamente tutto!
Alle 9 ecco spuntare dall'altra parte del radura il nostro amico della colonia di Rabasa che viene a recuperarci con un cavallo ed un asino per caricare il materiale del campo. Due ore di marcia con il solito saliscendi estenuante del sentiero sotto il carico dei nostri zaini, e siamo, più sudati che mai, a Rabasa.
Da lì abbiamo un'altra attesa per il camion della riserva che puntualmente alle undici arriva arrancando sulla una pista polverosa. Ormai siamo a bordo e possiamo rilassare i muscoli delle gambe. La pista carrabile, che assomiglia più ad un letto di fiume per quanto è sconnessa è lunghissima: più o meno tre ore tra Rabasa e Cintalapa. Comunque, come dicevo all'inizio, siamo qui.

 
Finita la settimana nella Selva Veinte Casas
Mercoledì 10 Aprile 2013 11:18

Grande saloneVolendo tirare le somme questa prima puntata in selva ha dato dei buoni risultati, in special modo, come spesso accade, negli ultimi giorni.
Ma andiamo per ordine. Appena montato il campo in zona Selva Veinte Casas ci siamo divisi in due squadre per esplorare due zone abbastanza distanti tra loro.
Un primo gruppo, formato da quattro di noi, si è spostato presso la colonia Cuauhtemoc, in un'area in quota appena ai margini della selva. Con l'ausilio di un mulo e carichi al pari di esso, è stato raggiunto, dopo circa mezza giornata di cammino il luogo dove piazzare il campo base, ad appena 1800 metri dal sotano "Chiccivà". Successivamente sono iniziate le tappe per l'avvicinamento del materiale. Naturalmente parliamo di avanzamento in piena selva, quindi molto lento e faticoso. La seconda parte della prima giornata è stata dedicata al trasporto di materiale dal campo base ad una stazione avanzata, presso un enorme albero individuato dalle foto aeree. Con varie staffette si sono quindi riusciti ad accumulare una sufficiente quantità di attrezzature e acqua per poter, il giorno dopo, ripartire alla volta del sotano.

 
Resoconto sulla prospezione a Bochil (Altos de Chiapas)
Venerdì 05 Aprile 2013 08:58

Cueva del mapeche, chiude a -50La settimana nella zona di Bochil è stata un'esperienza diversa da quanto ci aspettavamo.

Intanto chi c'era: Gianni, Paolo, Cecilio, Argelia, Israel, Alberto, Lucas con la moglie Juana e i bimbi Giovanni e Vicente, il sottoscritto e volenterosi ragazzi/guide/apprendisti speleologi della colonia Luis Espinoza, dove abbiamo fatto base.

 
Verso la selva
Martedì 02 Aprile 2013 10:18

Verso la selvaIl viaggio per il Messico è sempre lungo ed estenuante, non faticoso ma noioso, per noi, abituati agli spazi aperti e alle lunghe camminate. per fortuna ora siamo qui, a Cintalapa, in Chiapas, pronti a partire per nove giorni di full immersion nella selva di Veinte Casas. Partiremo tra un'ora, mentre scrivo, infatti, i miei compagni stanno preparando viveri e materiale da caricare sul pick-up. Ci aspettano tre ore di strada per giungere alla colonia di Cuatemoc, in zona selva. Lì sistemeremo il nostro campo base, dal quale partiremo per le puntate esplorative. la compagnia è composta da nove italiani, un rumeno, uno spagnolo e tre o quattro guide locali. I gruppi di esplorazione saranno due, il primo si inoltrerà nella selva per tentare il raggiungimento del grosso sotano (che abbiamo chiamato Chicivà) individuato sulle foto aeree; il secondo entrerà nella Cueva del Chute Redondo, già esplorata nella spedizione "Garrapatas '89" da speleologi bolognesi, con l'obiettivo di forzare con un immersione il lago sifone terminale.

 
Si parte!
Mercoledì 27 Marzo 2013 08:00

Progressione nella Selva El OcoteCi siamo, ancora poche ore e saremo dall’altra parte dell’oceano, in Messico. Il saccone è lì, nell’angolo dell’ingresso da un po’ di giorni, con la sua grande bocca aperta pronta a ricevere giorno e notte le cose che porteremo con noi in questa ennesima avventura. Prima di partire si ha sempre la sensazione di dimenticare qualcosa ma non si riesce mai a capire cosa. Ho scritto “giorno e notte” perché è di notte che riordini i pensieri e ripassi a mente l’elenco delle cose da portare, come a contar le pecore per addormentarti. Invece sei lì con gli occhi spalancati al soffitto pronto a schizzar fuori dal letto per infilare altro cibo nella bocca del tuo bagaglio.

Ci sono due tipi di viaggiatori: quelli che anche solo per un week end si portano dietro mezza casa e quelli minimalisti, essenziali per mentalità. Noi siamo nel mezzo, stretti tra due fuochi: quello di individuare tutte quelle cose indispensabili per una spedizione di un mese in foresta (che non è certo come passare una vacanza in una città d’arte), e quello di fare i conti con le compagnie aeree che limitano a pochi chilogrammi il peso del bagaglio. Alla fine si trova il giusto compromesso acquistando sul posto tutte quelle cose che si possono tranquillamente lasciare a casa.

 
« InizioPrec.12345678910Succ.Fine »

Pagina 1 di 23