RIO ARCHEO

Archeologia

In seguito alle numerose scoperte archeologiche effettuate nel corso degli anni, l'Associazione La Venta ha organizzato, in collaborazione con l’Università di Bologna e l’Universidad de Ciencias y Artes de Chiapas e grazie a finanziamenti della Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale (Ufficio V) del Ministero degli Affari Esteri, il Progetto Archeologico Rio La Venta, finalizzato a una valutazione globale del patrimonio archeologico dell'area del Rio la Venta. 

Le ricerche archeologiche ebbero inizio nel 1997, sotto la direzione di Giuseppe Orefici, quando vennero effettuate ricognizioni e scavi in alcune cavità della regione. Dal 1999 il Progetto, co-diretto da Davide Domenici e Thomas A. Lee Whiting, si è dedicato a un’intensa attività di ricognizione che ha portato all’identificazione di oltre 120 siti archeologici. Questi possono essere suddivisi in due grandi categorie: grotte utilizzate per scopi rituali e siti all’aperto di dimensioni variabili, da piccoli insediamenti rurali a vasti e articolati insediamenti monumentali.

L’analisi dei siti individuati e mappati, così come lo scavo di alcuni di questi, ha permesso di ricostruire la storia preispanica della regione, la cui frequentazione ebbe inizio attorno al 300 a.C. da parte di gruppi indigeni zoque che iniziarono a utilizzare le grotte come luoghi d’offerta dedicati alle divinità acquatiche, attività proseguita ininterrottamente sino all’epoca della conquista spagnola; tra le grotte scavate spicca per importanza la Cueva del Lazo, dove sono stati rinvenuti i resti di dieci bambini sacrificati attorno al X-XI secolo, accompagnati da un importante corredo di materiali deperibili tra cui il più importante corpus tessile sinora noto in Mesoamerica. I siti all’aperto testimoniano invece due diverse ondate di colonizzazione della selva risalenti al VII-XI sec. e al XIII-XV sec. Entrambe le fasi di colonizzazione sono testimoniate nel sito monumentale di El Higo, dove scavi estensivi sono stati condotti negli anni 2003-2004.

Ricerche storiche e antropologiche hanno permesso inoltre di studiare la persistenza di attività rituali in grotte della regione nel corso dell’età coloniale, moderna e contemporanea, testimoniando così la grande importanza che la Selva El Ocote, detta Norte Ipstek dalla locale popolazione indigena, ha avuto come principale luogo sacro del mondo zoque nel corso di oltre due millenni.

 

 

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