Islanda

Islanda

Kviarjokull 1997

Esplorazioni sul ghiacciaio più grande d'Europa.

L'Islanda e' priva di rocce calcaree che formino grotte, ma ne ha altri due tipi che le riescono a formare, ai poli opposti delle temperature possibili: lave vulcaniche e ghiaccio. La spedizione Islanda 97, organizzata da La Venta, dall' ETSIM di Madrid con la partecipazione dell' Explorers Club, ha avuto come obiettivo lo studio delle grotte che si sono formate nel ghiacciaio Kviarjokull, una lingua glaciale che discende dal Vatnajokull, un gigantesco ghiacciaio a calotta che occupa la parte sud-orientale dell'interno dell'isola.

L'acqua di fusione dei ghiacciai corre sulla superficie sino a formare grossi torrenti che, in corrispondenza di punti di debolezza della superficie, si infiltrano sotto il ghiaccio formando pozzi-cascata e successivi canyon interamente sotto la superficie. Lo studio di queste strutture e' recentissimo e sta aprendo una nuova frontiera per la glaciologia, dato che sta illumninando molti comportamenti bizzarri dei ghiacciai. Lo studio condotto sul Kviarjokull ci ha permesso di correlare la forma e il tipo di queste cavità con la struttura tensionale della lingua glaciale. Secondo obiettivo della spedizione è stata una ricognizione sulla lingua principale che scende dal Vatnajokull, l'immenso Skeidararjokull.

Da esso nel novembre 96 e' sgorgato un immenso fiume generato dagli scioglimenti causati da un'eruzione che nei giorni precedenti era avvenuta sotto la parte settentrionale del Vatnajokull. Per poche ore quel fiume con la sua portata di oltre 50000 metri cubi al secondo, è stato il secondo maggior fiume del mondo. Il suo trasporto è avvenuto interamente sotto il ghiaccio, in quella che è sicuramente la piu' grande grotta del mondo. La ricognizione ci ha permesso di analizzare la zona terminale del passaggio del fiume, dove nella fronte del ghiacciaio e' stato scavato un "fiordo" di 300 m di larghezza per un chilometro di profondità. In corrispondenza della zona di passaggio del fiume la superficie del ghiacciaio era depressa, una sorta di ampia ma poco profonda valle; non c'erano invece altre tracce dell'effimera esistenza della grotta che deve essere collassata plasticamente nelle settimane successive al passaggio dell'acqua.