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3 feb 10

Oggi siamo scesi all’Inferno, letteralmente. I racconti di Giovanni su quello che ci aspetta aumentano la tensione e la voglia di andare a recuperare  il bidone con dentro l’apparecchio che ha registrato dati per 4 anni, lasciato in una galleria a -590 a 48° gradi con acqua.

Posto da record di permanenza in ambienti caldi, così dice lui. Siamo bambini che giocano col fuoco.

La sosta a Cristales per lasciare un termometro diventa un proforma. Si scende, la macchina percorre l’intricato dedalo di gallerie che diventano sempre più strette e lugubri man mano che ci avviciniamo. Soprattutto sempre più calde.

Dopo numerosi tentativi riusciamo a trovare la strada giusta. Lasciamo la macchina e ci avviamo a piedi. Superiamo una frana di detriti e percorriamo una galleria allagata, l’acqua arriva quasi all’inguine ed è caldissima, al limite della sopportazione. Il caldo è bestiale, non può andare peggio di così, penso. Mi sbaglio, dopo una sosta per recuperare e coordinarci (abbiamo solo pochi minuti per recuperare l’apparecchio e cercare di fare foto) entriamo in un ambiente chiuso al lato della galleria. Li è l’Inferno: un posto apocalittico, possente, la temperatura si alza ancora, è un cazzotto in piena faccia, l’acqua che cade dal soffitto è bollente.

Provo a togliermi la maschera per un attimo, pazzesco. Ci muoviamo come fantasmi, alieni, sembra un film al rallentatore, i movimenti sono lenti ma precisi, una stupidaggine qui e ci lasci le penne. Riusciamo a fare tutto e torniamo indietro.

Le gallerie che prima ci sono sembrate calde e ostili ora sono il paradiso. Rientriamo a Cristales per fare gli ultimi punti di misura della temperatura.

Ci sediamo in silenzio, un ultimo saluto alla grotta. Se conoscerla è stato emozionante, lasciarla di più; troppo personale per parlarne.

Gaetano

La galleria per l'Inferno

La galleria per l'Inferno allagata da acqua bollente!

Galleria per l'Inferno

Galleria per l'Inferno

L'inferno e il mitico bidone con i campioni

L'inferno e il mitico bidone con i campioni

Si recuperano i campioni

Si sistemano i campioni nelle valigie GTLIne







2 feb 10

Secondo giorno a Cristales. Il lavoro programmato è stato completato con il recupero dei dati di monitorazione ambientale e riposizionamento degli strumenti al suo interno, il tutto documentato da foto. Sono state effettuate tre entrate giornaliere di circa 20′ minuti cadauna, con una puntata alla strepitosa sala degli specchi.

Ieri è stato il battesimo in Cristales per tre di noi. Tutto bene, la grotta ci ha dato un’amorevole benvenuto. Sull’onda delle fortissime emozioni assolutamente indescrivibili a parole (quindi manco ci proviamo, perché non esistono foto ne filmati che tengano), siamo entrati e usciti senza particolari sforzi. Oggi sicuri e spavaldi pensavamo di poterla girare con i pattini in costume da “tellinaro”. Non è stato così, in maniera non tanto amorevole ci ha ricordato quanti e quali sono nostri limiti e quali sono le forze in gioco al suo interno, forze assolutamente schiaccianti. Una minima leggerezza, un dettaglio trascurato, un scelta non ponderata, in Cristales può costare cara, e lo sa bene Gaetano che al secondo giro ha faticato non poco, usando un eufemismo, per uscire. Le spiegazioni alla prossima puntata, ora siamo troppo sfatti.

Segnaliamo invece una novita sullo stato della grotta. In alcuni punti è comparsa acqua su il fondo che si deposita tra i cristalli. Nella foto Giovanni effettua un campionamento.

Il campionamento in Cristales (foto G. Boldrini)

Il campionamento in Cristales (foto G. Boldrini)

La giornata si è conclusa con l’inventario di tutto il materiale che in questi anni abbiamo portato a Naica. Le forti sollecitazioni d’impiego hanno decisamente lasciato il segno su alcune attrezzature che ora attendono le amorose cure di Cagiu per tornare come nuove.

Domani ci aspetta l’ultima entrata di questa giro a Naica con la discesa all’Inferno, e il nome è tutto un programma, per recuperare i campioni di gesso in crescita. L’inferno si trova a -590 ed è ancora più caldo di Cristales. Sarà uno spasso.

Enzo e Gaetano