Tag: Cintalapa



21 mag 10

A grande richiesta pubblichiamo una selezione di immagini della recente spedizione nella selva El Ocote e alla Cueva del Puercoespín (Chiapas, Messico). Alcune le avete già viste su questo blog, altre sono inedite. Speriamo vi piacciano.

Le foto sono di Natalino Russo, Vittorio Crobu, Luca Sgamellotti, Carla Corongiu, Valerio Olivetti.

Didascalie e crediti esatti li trovate su Flickr, dove a breve caricheremo anche altre immagini. Basta cliccare sul link che appare in alto a destra passando sullo slideshow.







22 nov 09

Siamo rientrati oggi a Cintalapa dopo 5 giorni nella foresta. Come già scritto da Corrado, purtroppo alcuni problemi burtocratici di autrizzazioni con l’INAH (Istituto Nazionale di Archeologia e Storia del Messico) non ci hanno permesso di lavorare con serenità e abbiamo così deciso di anticipare di qualche giorno la seconda fase della spedizione. Lassù abbiamo lasciato molte cose da fare, i pochi giorni ci sono bastati a malapena per capire dove concentrare gli sforzi in un territorio veramente vasto. Abbiamo percorso chilometri di selva, inseguendo segnalazioni di grotte e inghiottitoi, spaziando dal Rio Negro al Rio la Venta. Abbiamo effettuato due campi principali, un nella zona del Clarin e un altro nel meraviglioso rancho Valle Acosta, da cui ci siamo spostati sia in giornata, sia passando una notte con le amache nella selva. Alcuni avvicinamenti hanno richiesto più di 5 ore di cammino, aprendo picade a colpi di machete, guidati dai proprietari di terreni e dai giovani rancheros di Cardenas. Le grotte esplorate non sono state in verità molte, alcune cavità sul centinaio di metri nella zona clarin, grotte fossili e brevi inghiottitoi nella zona di Acosta. Un gruppo si è perfino spinto alla junta, dove i due fiumi si incontrano, attraversando un impressionante paleoalveo del Rio la Venta.

In un paio di giorni abbiamo cominciato a capire che le ricerche andavano concentrate più verso il canyon, seguendo le principali valli controllate da lineamenti strutturali. Finalmente l’altro ieri abbiamo trovato un vero e proprio corso d’acqua, interrotto da trafori fino ad arrivare a un inghiottitoio, purtroppo impraticabile, in cui le acque spariscono per riemergere nel Rio La Venta, tre chilometri oltre e 450 metri più in basso. Nella valle, al di sopra dell’inghiottiotoio occhieggiano vie fossili che non abbiamo avuto il tempo di esplorare. Poi la decisione di abbandonare, di rientrare per non avere problemi con l’INAH. Così abbiamo spremuto fino all’ultimo le nostre energie esplorando oggi un’altra valle dove abbiamo individuato un torrente ancora più grosso, fino ad un altro imponente sumidero completamente ostruito da tronchi e massi. Al di sopra era evidente un alveo di troppo pieno che si spingeva fin sotto a una parete un centinaio di metri oltre. Ma eravamo senza autorizzazione del propietario del terreno e abbiamo preferito non rovinare gli ottimi rapporti con i locali. Se si riuscisse a entrare là sotto non ci sono dubbi che si entrerebbe in un altra Cueva del Rio La Venta.

Ma siamo pazienti… Questa volta abbiamo avuto davvero sfortuna. Fosse stato per le nostre guide potevamo stare lì comodamente ad esplorare con loro l’altopiano ancora per mesi. Ma purtroppo alcune delicate questioni politiche (ed economiche) che non sto qui a spiegare, hanno creato le condizioni per fermarci prima del tempo e, forse, proprio quando il bello doveva venire. Fortunatamente le grotte però non spariscono nel nulla, e ora sappiamo dove trovarle, grazie anche a questi lunghi giorni di ricerca spesso infruttuosa.

La spedizione comunque non è finita. Stiamo raccogliendo nuovamente le forze per spostarci in un’altra zona carsica dove alcuni amici speleo messicani ci hanno invitato a tentare l’esplorazione di un sifone in un grosso inghiottitoio che alimenta le sorgenti del famoso Canyon del Sumidero. Si tratta della Cueva Puercoespin, un – 300 ancora da capire e in buona parte da esplorare. Saremo là da lunedì e vi manderemo altre notizie.

Per quanto riguarda la salute dei partecipanti, direi che ormai ci siamo ripresi tutti abbastanza bene, anche se il consumo di tachipirine e cortisone è stato decisamente anomalo. In foresta abbiamo avuto spiacevolissimi incontri con formicai tremendi, api, larve urticanti, tarantole, zecche e qualche innocua nauyaca che se l’è passata ancora peggio di noi. Ma questo fa parte della selva, fa parte dell’avventura, e quindi in fondo non ci è pesato poi così tanto. Anzi, ora che siamo in albergo, ci sembra così strano pensare a quell’intrico verde, e forse solo ora, rilassandoci da quella concentrazione quei luoghi ti costringono ad ogni passo, riusciamo ad assaporare il fascino di questa terra e di questo viaggio di esplorazione.

Cesco

Uno degli incontri... (foto Natalino Russo)

Uno degli incontri... (foto Natalino Russo)

Panorama sul Rio Nero (foto Natalino Russo)

Panorama sul Rio Nero (foto Natalino Russo)

Una Galleria della Cueva del Clarin (foto Pier Paolo Porcu)

Una galleria della Cueva del Clarin (foto Pier Paolo Porcu)







16 nov 09

Domani saliremo al rancho Montecristo per iniziare le esplorazioni. Siamo da ieri sera a Cintalapa, ai piedi della sierra. Il viaggio è stato molto lungo e in particolare le 13 ore di pullman da Città del Messico a qui hanno provato un po’ tutti. Nonostante la stanchezza, già poche ore dopo il nostro arrivo, abbiamo iniziato le trattative con i proprietari dei terreni dove abbiamo raccolto importanti segnalazioni nell’aprile di quest’anno. Purtroppo un incontro col sindaco ci ha subito chiarito la situazione, per niente semplice, a causa di dinamiche politiche legate al grande progetto di ecoturismo che è in corso nella selva per portare turisti ad ammirare il traforo del rio La Venta. Per qualche ora siamo caduti nella disperazione: vuoi vedere che anche qui non ci danno l’autorizzazione? Grazie al cielo si è risolto tutto oggi pomeriggio, quando Tullio è salito alla colonia di General Cardenas, dove il signor Quintin Acosta Cruz ha organizzato un incontro con i proprietari dei terreni e con i commissari della comunità, che alla fine ha portato all’appoggio del progetto. L’incontro con questa persona, un maestro di scuola molto stimato da queste parti, è stata per noi una vera fortuna, per due motivi: il primo è il fatto che una persona così istruita e di cultura ha subito capito il valore del lavoro che vogliamo svolgere fornendoci totale appoggio, il secondo è che propri nel suo rancho Vaje Acosta si trovano le segnalazioni più interessanti di tutta l’area.

Ecco quindi che domani finalmente possiamo partire per la foresta. Ci divideremo in più gruppi e rimarremo lassù almeno fino a domenica prossima. Poi, in base alle scoperte, si vedrà il da farsi. Siamo fiduciosi, anche perché siamo appena ritornati in albergo dopo aver cenato insieme con Quentin Acosta, ascoltando i suoi racconti di grotte favolose, giaguari, nauyache e serpenti quattro passi. C’è chi ha un po’ di paura, chi non sa quanta roba mettere nello zaino, altri non vedono l’ora di lasciare la città, le strade e la civiltà per andare finalmente lassù. Certo sarà un’avventura.