Archivi Autore



21 mag 10

A grande richiesta pubblichiamo una selezione di immagini della recente spedizione nella selva El Ocote e alla Cueva del Puercoespín (Chiapas, Messico). Alcune le avete già viste su questo blog, altre sono inedite. Speriamo vi piacciano.

Le foto sono di Natalino Russo, Vittorio Crobu, Luca Sgamellotti, Carla Corongiu, Valerio Olivetti.

Didascalie e crediti esatti li trovate su Flickr, dove a breve caricheremo anche altre immagini. Basta cliccare sul link che appare in alto a destra passando sullo slideshow.







2 mag 10

L’altro ieri notte è rientrata la spedizione Chiapas 2010. È stato un giro lungo e bello. Il primo gruppo ha raggiunto l’Ombligo del Mundo, portando a termine un prezioso lavoro di documentazione per così dire acrobatica, e scoprendo nuove grandi grotte. Prossimamente pubblicheremo un resoconto delle novità provenienti da quell’angolo di selva, a nord del Rio La Venta. Il secondo gruppo è tornato negli stessi posti di novembre, cioè a sud del rio. Terreno di gioco è stata la colonia Lázaro Cárdenas, che stavolta ci accolti molto bene, superando le diffidenze iniziali. Con gli abitanti del posto abbiamo stabilito un ottimo rapporto, esplorando insieme le grotte, fotografandole, condividendo la scoperta di un mondo che appartiene anzitutto a loro. La diffidenza dei campesinos si sta pian piano trasformando in entusiasmo.

Abbiamo lavorato in grotte di grandi proporzioni, completando alcuni lavori iniziati da La Venta negli anni Novanta, ma in molti casi abbiamo seguito nuove segnalazioni, che si sono rivelate buone. Almeno trenta sono le grotte topografate e documentate. Non abbiamo ancora steso i rilievi, ma probabilmente abbiamo materiale per oltre 5 chilometri.
La nostra permanenza alla Cárdenas è stata resa molto confortevole dall’interessamento di don Quintín Fernando Acosta Cruz, che ci ha messo a disposizione per la seconda volta i suoi due ranchos, ottimi punti di partenza per lavorare nell’area.

Poco prima di lasciare il rancho Montecristo

Poco prima di lasciare il rancho Montecristo

Chiusa anche questa seconda parte della spedizione, ci siamo dedicati alla Cueva del Puercoespín, inizialmente esplorata dagli amici del Grupo Espeleológico Jaguar. In questa grotta l’anno scorso avevamo scoperto un lungo ramo, fermandoci per mancanza di tempo alla base del Pozzo Leviatang. La grotta non ci ha delusi, svelandoci svariati rami nuovi, per un totale di oltre 2 km. In pochi giorni il suo sviluppo è arrivato a sfiorare i 4 km.

Il campo del Puercoespín (Foto N.Russo)

Il campo del Puercoespín (Foto N.Russo)

In una breve pausa tra i due campi abbiamo tenuto un seminario di tecniche di base a una quindicina di volontari della Protección Civil provenienti da diversi centri del Chiapas. È l’inizio di una collaborazione che ci auguriamo proficua per il futuro.

Prima di imbarcarci per l’Italia siamo andati a rilassarci due giorni al mare. Lì, sbatacchiati tra le onde del Pacifico e incastrati tra abbondanti pirofile di pesce, ci siamo rinfrancati nello spirito e nel corpo. Ovviamente non siamo rimasti a oziare al sole: abbiamo approfittato del relax per mettere ordine in materiali e dati.

Finalmente al mare...

Finalmente al mare...

...a toglierci la sete

...a toglierci la sete

Ora che siamo nuovamente a casa ci attende la sistemazione dei punti gps e dei molti rilievi. I nostri taccuini trabordano di appunti, nomi, indirizzi, informazioni. Quanto basta per tornare a sognare.

Alla spedizione, che gode del patrocinio della Società Speleologica Italiana, hanno partecipato: Clarice Acqua, Giorgio Annichini, Carla Corongiu, Vittorio Crobu, Umberto Del Vecchio, Paolo Forconi, Massimo Liverani, Salvatore Manca (Boboreddu), Valerio Olivetti, Andrea Pasqualini, Natalino Russo, Carlos Sánchez, Francesco Sauro, Luca Sgamellotti, Stefano Soro, Gianni Todini, Roberto Trevi. Inoltre è stato sempre presente Kaleb Zárate Gálvez del Grupo Espeleológico Jaguar di Tuxtla, e un contributo preziosissimo, insostituibile come sempre, lo ha dato il nostro socio Mauricio Náfate, grazie al quale abbiamo avuto meno problemi con la logistica. Oltre a lui ringraziamo tutti i soci del gruppo Jaguar, che si sono prodigati per rendere la nostra permanenza il più gradevole possibile. Il giovane Quizán ha partecipato suo malgrado all’ultima punta al Leviatang, facendo davvero una bella esperienza. Grazie anche alla nostra Alicia Davila (Beba), che come al solito ci ha supportati e sopportati nei trasbordi a Città del Messico. Che dire infine delle guide locali, cioè i campesinos che ci accompagnano nella selva e ormai anche nelle grotte: sono a tutti gli effetti membri delle nostre spedizioni. Come l’amico Lucas, uno di noi.

Per interessamento dell’ottimo Erwin Samayoa Villegas, tutta la spedizione ha goduto del supporto della Protección Civil di Tuxtla, che ha messo a disposizione mezzi per gli spostamenti. La Venta sta avviando una collaborazione anche con la Reserva de la Biósfera Selva El Ocote, per studiare e documentare l’eccezionale carsismo dell’area. Grazie quindi anche a Roberto Escalante per la sensibilità dimostrata. E grazie ad Arturo Farrera per il lavoro che fa nelle colonie di El Ocote e per averci accompagnato nelle prime fasi della spedizione.

Questa spedizione non sarebbe stata possibile senza i nostri sponsor: Intermatica, New Foods, Ferrino, Dolomite, Mastrel. Grazie a loro abbiamo avuto, nell’ordine: buone comunicazioni; ottimo cibo; tende confortevoli e zaini robusti; scarpe adatte alla polvere, ai sentieri e al fango di grotta; luci per fare foto e video.

natrusso-_NAT7032







25 apr 10

Il sifone tra The Big Rum of Don & Friends e le grandi gallerie di Échale Gana (Foto N. Russo)

Il sifone tra The Big Rum of Don & Friends e le grandi gallerie di Échale Gana (Foto N. Russo)

Échale Gana! (Foto N.Russo/Manca/Trevi/Pasqualini/Crobu)

Échale Gana! (Foto N.Russo/Manca/Trevi/Pasqualini/Crobu)

Tuxtla. Caldo bestia. Laviamo e sistemiamo i materiali. Siamo di ritorno dal campo e in partenza per Boca del Cielo, per un giorno di mare prima del rientro in Italia. Urge un po’ di riposo. E, perché no, anche una sana lavata.

Il Puercoespín è stato davvero generoso: ieri ci ha regalato un altro chilometro di grandi gallerie e pozzi. Ora la grotta ha superato i 3,5 km. Molti rami fanno giri ad anello, creando un dedalo tridimensionale che va pian piano delineandosi nella nostra fantasia. Ancora una volta ci lasciamo alle spalle nodi da sciogliere in futuro.







24 apr 10

Cueva del Puercospin, ultimo giorno di campo: ci si organizza per chiudere i lavori lasciati in sospeso, rilevare e disarmare. Quest’anno la grotta ci ha regalato belle sorprese. Il pozzone che precede il Leviatang immette nel ramo Deviatang, che approfondisce per oltre 70 metri. Una diramazione evidente sulla vecchia via immette in un meandro fangoso (The Kingdom of Smerdor) che poco dopo si apre in una sala larga 35 metri e alta oltre 20: The big rum of Don & Friends. A valle finisce su un grande sifone mentre a monte, superato un sifoncino in apnea, continua per una galleria tempestata da enormi concrezioni crollate. Anche questa chiude a monte su sifone, mentre in alto immette in una imponente galleria fossile che sbuca nel salone Échale gana la cui volta si perde nel buio 50 metri più su.

Questa grotta sta diventando complessa: in tre giorni abbiamo raddoppiato lo sviluppo complessivo, che ormai ha superato i 3 km. Ci siamo tolti molti dubbi e come sempre altri ne lasciamo in sospeso.

Domani si torna a Tuxtla per sistemare e lavare via il fango dal materiale e da noi stessi, e poi finalmente due giorni di riposo prima di rientrare in Italia. Da Tuxtla cercheremo di pubblicare anche qualche immagine degli ultimi giorni. A domani quindi.







19 apr 10

Tuxtla Gutiérrez. L’albergo dove alloggiamo non è ameno come il rancho Montecristo, e al posto dei grilli canterini e della notte stellata offre connessione a internet. Oltre a caricare sul blog qualche foto scattata nei giorni scorsi, abbiamo appreso della nube di cenere vulcanica che ha gettato scompiglio nel traffico aereo e forse complicherà un po’ il rientro di una parte del gruppo Ombligo.

È stata quindi una giornata interlocutoria tra riposo, lavaggi e riordino del materiale. Qualcuno si è dedicato a del sano turismo, altri hanno trascorso la mattinata in un caldo hangar dell’aeroporto per il seminario di tecniche di base alla Protección Civil. Alla parte teorica hanno partecipato quindici volontari provenienti da tutto lo stato del Chiapas. Una buona base per collaborazioni future. Domani, dopo la lezione pratica, ci sposteremo tutti a San Fernando per la seconda fase della spedizione. Lì ci raggiungeranno anche i cinque che abbiamo lasciato in selva. Li abbiamo sentiti poco fa tramite satellitare: stanno bene, hanno esplorato e rilevato altre belle grotte. Insieme agli amici del Grupo Espeleológico Jaguares faremo un bel brindisi davanti all’ingresso della Cueva del Puercoespín.

"Qui selva. Mi sentite?" (Foto Natalino Russo)

"Qui selva. Mi sentite?" (Foto Natalino Russo)

L'arco naturale all'ingresso della Cueva de las Cotorras, colonia Lázaro Cárdenas (Foto Natalino Russo)

L'arco naturale all'ingresso della Cueva de las Cotorras, colonia Lázaro Cárdenas (Foto Natalino Russo)

I bimbi di Ariosto, una delle nostre guide (Foto N.Russo)

I bimbi di Ariosto, una delle nostre guide (Foto N.Russo)

In marcia (Foto N.Russo)

Dolomite e calcare (Foto N.Russo)







17 apr 10

Ecco cos’era. Da qualche giorno ci sembrava di sentire un bisbiglio lontano, confuso dal rumore della pioggia. Ieri, quando il sole è tornato a splendere su tutta la vallata, tra le nebbioline della selva e i coni del carso tropicale, è esplosa netta la risata. La zona di Lázaro Cárdenas ha deciso finalmente di svelare i suoi segreti: ci ha regalato almeno cinque grotte grandi, comode e belle da fotografare. E tra i locali è partita la gara a chi ci porta alla cueva más grande y más linda.

Il regno di ciò che è vivo ha deciso finalmente di lasciar affiorare ciò che lo fu. La geologia si sta prendendo la sua rivincita sulla botanica, e i metri sotterranei iniziano ad avere la meglio su quelli scarpinati in selva. Non abbiamo ancora trovato la via che inseguiamo, quella che conduce giù giù verso il Rio La Venta. Ma qualcosa ci dice che siamo sulla strada giusta. Ieri i campesinos che ci fanno da guide sono entrati con noi, hanno superato strettoie e hanno nuotato in acque limpide. Si sono divertiti un mondo, increduli nello scoprire le bellezze che hanno nei loro terreni. Hanno scoperto qual è l’oro che cerchiamo, cosa ci spinge così lontano da casa. Abbiamo condiviso con loro i nostri tesori della notte.

Peccato dover già ripartire per Tuxtla, dove ci aspetta la cueva del Puercoespín. Qui al rancho Montecristo resteranno cinque persone, per vedere altri ingressi e rilevare quelli esplorati ieri. Tanto per non lasciare troppe incognite a solleticarci per i prossimi mesi.

Vaschette nella sala terminale della Cueva Escondida (Foto Natalino Russo)

Vaschette nella sala terminale della Cueva Escondida (Foto Natalino Russo)

La galleria allagata della Cueva Escondida  (Foto Natalino Russo)

La galleria allagata della Cueva Escondida (Foto Natalino Russo)

Per fortuna abbiamo le sacche stagne  (Foto Natalino Russo)

Per fortuna abbiamo le sacche stagne (Foto Natalino Russo)

Grotticina a due passi dal campo base  (Foto Natalino Russo)

Grotticina a due passi dal campo base (Foto Natalino Russo)

Galleria ideale per fare jogging  (Foto Natalino Russo)

Galleria ideale per fare jogging (Foto Natalino Russo)